La sorveglianza di massa rischia di diventare realtà anche in Italia.
La Rete Diritti Umani Digitali lo ha denunciato alla Camera durante le audizioni sullo schema di decreto che disciplina l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle attività di polizia.
In rappresentanza della Rete per i Diritti Umani Digitali, Laura Ferrari di The Good Lobby Italia e Bianca Stella Bruschi, legale di Privacy Network hanno portato all’attenzione della Commissione Politiche europee e della Commissione congiunta Giustizia e Affari Costituzionali le criticità dell’articolo 10 dello schema di decreto, la cui formulazione estremamente ampia e vaga potrebbe lasciare lo spazio ad applicazioni pericolose.
Il rischio è normalizzare forme di sorveglianza di massa nello spazio pubblico, con possibili effetti dissuasivi sull’esercizio di libertà fondamentali, come il diritto di protesta e la libertà di espressione, soprattutto in occasione di manifestazioni di carattere politico.
Abbiamo così chiesto al Parlamento di esprimere un parere contrario e di chiederne la soppressione – quantomeno escluderne l’applicazione per le manifestazioni pubbliche, soprattutto a carattere politico.
La sicurezza pubblica non può diventare il pretesto per introdurre strumenti di sorveglianza di massa capaci di comprimere libertà fondamentali.
A questo link, un estratto dell’audizione e l’analisi completa della Rete sul nostro sito.
