Il governo non adempie all’AI Act, la Rete risponde con una lettera ufficiale

La Rete per i Diritti Umani Digitali ha inviato una lettera ufficiale alla Commissaria europea Henna Virkkunen per segnalare una grave inadempienza dell’Italia: il mancato rispetto dell’obbligo previsto dall’articolo 77 dell’AI Act, il regolamento europeo che disciplina l’uso dell’Intelligenza Artificiale.

Entro il 2 novembre 2024, infatti, il Governo avrebbe dovuto individuare e comunicare alla Commissione europea l’elenco delle autorità pubbliche responsabili della tutela dei diritti fondamentali, incluso il diritto alla non discriminazione.

Non si tratta di un adempimento formale: la loro designazione avrebbe attribuito poteri specifici, come quello di richiedere documentazione sui sistemi di IA ad alto rischio, necessari per esercitare efficacemente le proprie funzioni. Un’importante arma in più per far luce sugli spesso opachi sistemi di Intelligenza Artificiale.

A distanza di oltre un anno dalla scadenza, però, l’Italia non ha ancora né pubblicato né trasmesso questo elenco. Un ritardo gravissimo perché blocca l’attuazione concreta delle garanzie previste dall’AI Act.

Senza autorità designate, infatti, manca il potere di richiedere e accedere alla documentazione necessaria per verificare come i sistemi di IA vengono progettati e utilizzati, lasciando cittadini e cittadine senza una reale tutela contro abusi e discriminazioni.

Per questo la Rete – composta da The Good Lobby Italia, Privacy Network, Hermes Center, Strali, Period Think Tank e Amnesty International Italia – ha chiesto con forza alla Commissione europea di sollecitare il Governo italiano.

È tempo che le istituzioni passino dalle parole ai fatti: il pieno rispetto dell’AI Act non è negoziabile se vogliamo garantire un uso responsabile e trasparente dell’Intelligenza Artificiale nel nostro Paese.

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