La semplificazione del quadro normativo sul digitale non può trasformarsi in un colpo di spugna sui diritti di cittadine e cittadini.
Per ribadire questo confine invalicabile, la Rete per i Diritti Umani Digitali ha inviato un documento di memorie alla Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera in merito all’esame del Digital Omnibus, la proposta europea che punta a “snellire” le regole del settore.
Pur riconoscendo la necessità di rendere le regole più chiare e applicabili, siamo convinti che la semplificazione attraverso l’adozione di un intervento omnibus non debba diventare un pretesto per indebolire le garanzie previste dal quadro normativo europeo.
Trasparenza, protezione dei dati personali e accountability non sono puri adempimenti burocratici, ma strumenti essenziali per garantire la gestione democratica dei sistemi digitali e per tutelare i diritti delle persone.
Le nostre memorie, in particolare, si concentrano sulle preoccupanti modifiche all’AI Act (Artificial Intelligence Act): dall’attenuazione degli obblighi di trasparenza al nuovo modello di supervisione degli organismi per i diritti fondamentali, fino al rinvio degli obblighi per i sistemi di IA ad alto rischio.
Tutti interventi che rischiano di prolungare il periodo in cui sistemi potenzialmente dannosi possono essere utilizzati, senza l’elenco di garanzie previste dalla normativa europea.
Per questo invitiamo il Parlamento a vigilare affinché la semplificazione non si traduca, nei fatti, in una deregolamentazione, mantenendo al centro del processo legislativo la tutela dei diritti fondamentali, la trasparenza dei sistemi e la responsabilità degli attori pubblici e privati.
Di seguito, le memorie della Rete inviate alla Commissione Trasporti come contributo sul Digital Omnibus.
memorie rete digital omnibus

