Analisi di dati per aiutare Refugees in Libya nella gestione di casi di abuso

Oggi condividiamo questo articolo di Claudio Agosti che, per conto di Hermes Center, sta portando avanti un importante lavoro di data analysis in supporto all’attività di RiL (Refugees in Libya).

RiL, noprofit fondata nel 2021 a Tripoli, gestisce dal 2023 una hotline gratuita su WhatsApp per raccogliere segnalazioni di abusi, violenze e detenzioni arbitrarie subìte da persone migranti/rifugiati/richiedenti asilo, indirizzando le vittime verso i servizi competenti.

Il nostro obiettivo è, analizzando dati non strutturati forniti da RiL e schivando le limitazioni degli LLM, fornire una lettura strutturata dei casi in modo da migliorarne la gestione da parte della noprofit.

Nell’articolo, Claudio sottolinea come attualmente la gestione delle migrazioni sia sempre più intrecciata con tecnologie digitali, sistemi di sorveglianza e infrastrutture di controllo.

Oggi il controllo delle migrazioni si esercita non solo definendo confini fisici o facendo intervenire le forze di polizia, ma anche attraverso strumenti come database biometrici, raccolta sistematica di impronte digitali, riconoscimento facciale e sistemi basati su algoritmi che permettono di tracciare e “classificare” le persone.

La tecnologia, in questo contesto così delicato, è tutto fuorché neutrale: incorpora decisioni politiche che stabiliscono chi può muoversi liberamente, chi viene considerato un rischio e chi invece viene escluso o sorvegliato.

Il punto di partenza è la situazione della Libia, ormai spazio di contenimento sostenuto indirettamente dall’Europa per fermare i migranti prima che raggiungano il Mediterraneo.

L’Unione Europea ricopre qui un ruolo cruciale, sostenendo e promuovendo la costruzione di sistemi interoperabili di controllo e nella progressiva esternalizzazione delle frontiere verso paesi terzi come Libia, Tunisia o Turchia.

In questo modo il confine europeo si sposta oltre il territorio dell’UE e il blocco dei flussi avviene molto prima dell’arrivo in Europa.

Aziende private, produttori di software e contractor tecnologici partecipano allo sviluppo di questi sistemi, contribuendo alla nascita di un vero mercato del controllo migratorio.

Per approfondire meglio l’argomento, invitiamo alla lettura dell’articolo completo a questo link.

 

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