Giovedì 20 febbraio siamo stati ospiti dell’Università di Palermo con il workshop Dati biometrici e sorveglianza: tutelare i diritti dei migranti, rifugiati, richiedenti asilo che arrivano o attraversano l’Italia.
Nell’Aula Sturzo del Dipartimento di Giurisprudenza, la nostra Antonella Napolitano ha affrontato il tema della raccolta indiscriminata di dati personali, preoccupante per tutti naturalmente, ma che assume caratteristiche ancora più pericolose quando si parla di migranti, rifugiati e richiedenti asilo.
Durante lo sbarco, e successivamente, queste persone sono sottoposte a procedure di identificazione che comprendono il fotosegnalamento e l’acquisizione delle impronte digitali, e rimangono in uno stato di sorveglianza continuativa a causa della loro condizione. Questi dati confluiscono in database nazionali e sono messi a disposizioni di autorità e agenzie per il controllo dell’immigrazione nazionali e internazionali.
Ad ascoltarci, studenti, dottorandi e avvocati impegnati nella tutela dei diritti di migranti e richiedenti asilo. Insieme, abbiamo anche parlato di come affrontare sfide come la mancanza di trasparenza e la creazione di un sistema più giusto e umano in cui le tecnologie sono spesso usate a scapito delle persone.
Come sempre, questi incontri ci lasciano con numerose domande e idee – e l’augurio di dare il via a collaborazioni future! Ringraziamo le cliniche legali Cledu e Midi e il Centro di Ateneo Migrare, che ci hanno invitato, e tutti coloro che hanno partecipato.
Il corso è organizzato da Hermes Center e The Good Lobby Italia e finanziato da ActionAid Italia E.T.S e Fondazione Realizza il Cambiamento nell’ambito del progetto The CARE – Civil Actors for Rights and Empowerment e cofinanziato dall’Unione Europea.
Il progetto The CARE – Civil Actors for Rights and Empowerment mira a promuovere, proteggere e far rispettare i Diritti e i Valori dell’Unione Europea con un approccio fondato sulla partecipazione dei/delle portatori/trici di diritti e sull’empowerment degli/delle stessi/e nel rivendicare i propri diritti. Il progetto coinvolge 70 realtà attive in tutta Italia, creando così una rete del cambiamento in grado di ascoltare e rispondere ai bisogni specifici e concreti di ogni territorio e comunità.
Il contenuto di questa comunicazione rappresenta l’opinione degli autori che ne sono esclusivamente responsabili. Né L’Unione europea né l’EACEA possono ritenersi responsabili per le informazioni che contiene né per l’uso che ne venga fatto. Analogamente non possono ritenersi responsabili ActionAid International Italia E.T.S. e Fondazione Realizza il Cambiamento.